Viversani & belli rolfing

Rassegna stampa

Rolfing per riallinearsi a 360°

di Silvia Finazzi

E’ un metodo di lavoro corporeo.

I.S.Rolfing (questo il nome completo) è un metodo di lavoro corporeo individualizzato che mira a stabilire armonia ed equilibrio nella struttura fisica, attraverso il tocco e l’educazione al movimento. Si tratta di una disciplina olistica, che si occupa cioè del benessere totale della persona, lavorando sia sul corpo sia sulla mente e sulla percezione personale. L’obiettivo è allineare o riallineare il soggetto alla forza di gravità. Secondo il Rolfing, infatti, tra forza di gravità e funzionamento armonico del corpo umano esiste una correlazione: se questo riesce a incanalare nel modo corretto la forza di gravità e a scaricarla sul terreno, allora è in equilibrio e la persona sta bene. In caso contrario, possono subentrare dei problemi: la forza di gravità, infatti, tende a spingere verso il basso, dunque a contrastare il movimento di spinta dell’individuo, sbilanciandolo. Per questo, deve diventare una forza amica.

Tre Fasi distinte

Il percorso del Rolfìng prevede dieci sessioni individuali, della durata di un’ora ciascuna. Tutte le sedute, pur essendo diverse le une dalle altre per essere adattate alla singola persona, seguono una struttura fissa generale: 1) La parte iniziale è dedicata alla “lettura corporea”. L’operatore osserva come la persona si muove e si posiziona nello spazio e rispetto alla linea immaginaria della forza di gravità. In questo modo, può rendersi conto della forma che il corpo ha assunto e delle abitudini che il soggetto adotta durante i movimenti, concentrandosi soprattutto sulla parte analizzata in quella seduta (ogni volta ci si dedica a zone corporee diverse); 2) Nella parte centrale, si passa a un “lavoro strutturale”. La persona è stesa su un lettino e il Rolfer “ascolta” un’area specifica, osservandola, e interviene attraverso il tocco. L’intervento incoraggia una “rimodulazione”, sia del tessuto sia dei movimenti; 3) Nella parte finale della seduta si chiede alla persona di ritornare in posizione eretta e di muoversi: si verificano cosi gli eventuali cambiamenti avvenuti durante la seduta. La persona, di conseguenza, può rendersi conto delle restrizioni e degli schemi motori che costringevano il suo tessuto muscolare a tensioni permanenti. Il percorso è composto da dieci sessioni Ciascuna sessione è dedicata a una parte specifica: sessione: nelle prime tre sessioni, il Rolfer agisce sulle fasce muscolari e connettive più superficiali, appena al di sotto della pelle. Si inizia lavorando sull’inspirazione e sulla parte alta del corpo (tronco e busto); I sessione: ci si concentra sull’espirazione e sulla parte bassa del corpo, la base di appoggio sul terreno (gambe e piedi); II sessione: il Rolfer si dedica all’equilibrio fronte-retro, guardando il corpo nel suo insieme e considerando anche la dimensione laterale; III sessione: inizia il lavoro più profondo, che coinvolge le fasce e le membrane profonde. Si comincia dalla parte interna della gamba, una zona necessaria per sostenere e supportare il bacino. Il Rolfer verifica che tutti i muscoli siano ben allineati e nella direzione giusta; IV sessione: è la volta del bacino e della cavità addominale. Si valuta la posizione del muscolo addominale retto (non deve essere troppo sviluppato né proteso in avanti) e quella degli organi interni; V sessione: in questa seduta la persona è in posizione prona, ossia a pancia in giù. Si interviene su tutta la parte posteriore del corpo, dalle gambe alla testa; VI sessione: il Rolfer lavora sul polo superiore per orientare la testa verso l’alto, sollecitando l’attività degli organi di senso; VIII-IX-X sessione: nelle ultime tre sedute si lavora con una visione e un’intenzione più globali. Si tratta di sessioni di integrazione di ampie superfici, in cui si punta a migliorare l’allineamento sia nella statica sia nella dinamica. Qualche esempio Il Rolfing prevede una serie di combinazioni fra correzioni indirette, operate dal Rolfer attraverso i suoi tocchi precisi e mirati, e correzioni dirette, operate dalla persona stessa compiendo gli esercizi indicati dall’operatore. Vediamo qualche esempio pratico. Se la gamba mostra una tendenza a ruotare verso l’esterno, l’operatore tocca le fasce muscolari della zona interessata, riportandole in equilibrio e orientandole verso la direzione ottimale. Per agire sulla schiena, invece, il Rolfer invita la persona ad appoggiarla completamente contro una parete. Quindi, le insegna a rilassare la parte. Offre tanti benefici Attraverso il tocco sapiente del Rolfer, e grazie agli esercizi guidati, il Rolfing aiuta a porre il proprio corpo nella posizione migliore rispetto alla forza di gravità: così facendo, la persona riesce a sfruttarne le potenzialità, e quindi a scaricare il peso verso il terreno. Essa, dunque, non genera più compressione e non agisce in modo destabilizzante, come avviene quando il corpo è “mal posizionato”, ma può fluire liberamente, fornendo alla persona il sostegno necessario. L’individuo, di conseguenza, si sente meglio: infatti, può liberarsi di tutti quegli schemi corporei che, in vari modi, potevano procurare dolori articolari e muscolari. Chi può praticarlo Questa metodica è indicata a tutti. Sono pochissime, infatti, le persone che hanno un corpo perfettamente in equilibrio con la forza di gravità e, dunque, che non soffrono di dolori ai muscoli e alle articolazioni. ¦ La maggior parte degli individui tende a utilizzare e a posizionare alcune parti del corpo secondo abitudini dovute al lavoro, a movimenti ripetuti meccanicamente, all’imitazione di posture di altre persone, accumulando tensioni più o meno profonde che si manifestano con sintomi tipici. Quando il corpo è meglio allineato, i fastidi si attenuano o scompaiono. A chi può essere consigliato Spesso i vantaggi maggiori si registrano in coloro che soffrono di problematiche muscolari e articolari specifiche, come mal di schiena, contratture, tensioni cervicali, sindrome del tunnel carpale e così via. Il Rolfing è molto utilizzato anche dagli sportivi che vogliono migliorare le proprie prestazioni o recuperare dopo infortuni o gare particolarmente intense. Anche la persona anziana può trarne notevoli benefici: le dieci sessioni possono aiutare a combattere gli acciacchi tipici dell’età e a ritrovare una buona funzionalità del corpo. Il Rolfing è indicato anche ai bambini e agli adolescenti, per acquisire una postura migliore e contrastare la tendenza tipica di quell’età a tenere le spalle chiuse e curve in avanti: in questo modo si riesce anche a spronare il ragazzino ad avere un atteggiamento più aperto e sereno. Quando è controindicato Il Rolfing apporta benefici a tutti. È però controindicato in tre casi: per le donna incinte (mentre è utilissimo dopo il parto, per combattere tensioni muscolari e ritrovare la forma fisica): per le persone che soffrono di malattie psichiatriche o di stati mentali particolari; per chi ha avuto un tumore: agendo in profondità, c’è il rischio di andare ad alterare l’equilibrio cellulare, già compromesso a causa della malattia. Al termine, sei mesi di pausa In genere, le dieci sessioni di Rolfing possono essere completate in cinque-sei mesi circa, poiché si tengono a cadenza bisettimanale. Per i bambini, invece, può bastare anche una sola seduta ogni mese: il loro corpo, infatti, può essere plasmato più facilmente, essendo molto più ricettivo e “disponibile” a essere guidato rispetto a quello degli adulti. I risultati si iniziano ad apprezzare in un tempo relativamente breve, già durante le prime sedute. Infatti, tra l una e l’altra, la persona riesce a sentire la forza di gravità che ricomincia a fluire nel modo corretto, grazie al lavoro svolto. Il corpo, in pratica, trova finalmente l’integrazione ideale fra le vecchie posizioni e direzioni, e i nuovi insegnamenti. Al termine delle dieci sedute è importante prendersi un periodo di pausa di almeno sei mesi: si tratta di un tempo necessario affinché possa concludersi il processo di integrazione e la sedimentazione di quanto appreso.Ci si può perfezionare Trascorsa la pausa di sei mesi, chi vuole può continuare con un Rolf movement practitioner, attraverso sessioni di Rolf movement integration, un nuovo percorso di scoperta del proprio corpo. In questo caso si lavora sulla percezione, sulla coordinazione, sull’immagine corporea e sui cinque sensi. La persona impara a prendere coscienza delle proprie reazioni e delle proprie percezioni. Al termine di questo percorso si è in grado di scegliere se adottare le vecchie posizioni o quelle nuove: si è liberi di decidere poiché si è in grado di riallineare le diverse parti del corpo alla forza di gravità. Sempre per approfondire la propria esperienza, ci si può rivolgere a un Rolfer avanzato per sessioni di Rolfing sempre più specifiche e approfondite. A chi rivolgersi In Italia esistono 70 Rolfer certificati, ossia persone che hanno seguito un corso di formazione specifico, secondo gli standard elevati regolamentati dal Rolf institute for strutturai integration. Le scuole che formano i Rolfer sono pochissime al mondo. Dal 2008 ne esiste una anche in Italia. Per avere i nominativi dei Rolfer operanti in Italia, e per sapere chi lavora secondo gli standard garantiti dal Rolf institute, è possibile rivolgersi all’Associazione italiana rolfing: tel. 337222627, email: info@rolfing.it, oppure cercarli sul sito ufficiale dell’Air. www.rolfing.it.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.