Il manifesto danza

Uno scrittore alle prese col tango della vita

di Attilio Lolini

L’ opera contemporanea non ha molto spazio nei teatri e nei festival italiani, con la parziale eccezione della Settimana Musicale Senese che, da qualche anno, dedica una serata ad una prima di compositori più o meno noti. 3 lavoro di quest’anno: Y Borges cuenta que,.. è stato affidato a Luis Bacalov, musicista argentino assai noto come autore di colonne sonore. Questa composizione, tratta da un racconto di Borges, è un’opera baletto in piena regola, su libretto scritto dallo stesso Bacalov, da Alberto Munóz e Carlos Sessano, dove lo scrittore argentino inscena una sua tragica storia. Un racconto ambiguo popolato da operai, macellatori, milongheri e quant’altro ma, soprattutto, da ballerini e ballerine essendo il tango l’assoluto protagonista di questo melodramma che si richiama al verismo italiano. I personaggi non hanno alcun rilievo psicologico, anche se la musica di Bacalov è assai elaborata, con sbalzi di ritmo, barbarica, ma dolce e immediatamente comprensibile. La regia di Giorgio Barberio Corsetti ha offerto uno spettacolo semplice e, nello stesso tempo, sontuoso, ricco di invenzioni. Le immagini proiettate, alla ricerca dei segreti della scrittura borgesiana, hanno dato vita all’immaginario dei personaggi. Borges si muove, non vedente, nel suo stesso racconto, in un ambiente noto ma messo a soqquadro, da ciò la necessità di giocare con l’invenzione e di «aggiustare» il destino dei suoi personaggi. È questo un dramma che, più che sulla pagina, si svolge nella testa dell’autore, con quell’improvvisazione necessaria in questa specie di tragedia popolare. Fondamentali sono risultate le coreografie di Anna Paola Bacalov e di Alex Cantarelli; i ballerini, come vasi comunicanti, si offrono ai personaggi e viceversa. Tra i cantanti spicca Paolo Coni: Don Julio, un felice ritorno di questo baritono raffinato. Ma anche il baritono Roberto Abbondanza, specialista di opere contemporanee e la Nanatrice, il mezzosoprano Gabriella Sborgi. Da lodare lo scenografo Cristian Taraborrelli che ci ha offerto un Borges vestito come un noto personaggio pirandelliano immortalato da Totò e Juan José Mosalini al bandoneon. Ottima l’Orchestra della Toscana, diretta da Bacalov, felice dispensatore di suoni trascinanti e malinconici. Grande successo di pubblico che riempiva quel piccolo gioiello che è il Teatro dei Rozzi di Siena.