Gazzetta del Mezzogiorno danza

Fremiti slavi e passione argentina alla «Settimana musicale senese»

di Michele Bollettieri

In una serata in stato di grazia ha avuto festoso avvio la 65ma edizione della «Settimana musicale senese». Siamo nell’incantevole Piazza Jacopo della Quercia dell’amabile città di Siena, dove la prestigiosa Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, magistralmente diretta da Yuri Temirkanov, ha eseguito il concerto inaugurale dedicato nella parte iniziale a Puccini nella ricorrenza del 150° anniversario della nascita e, successivamente, a due autori russi, Borodin e Ciaikovski, tra i più grandi della vasta famiglia di compositori di musica slava. Dopo il Preludio sinfonico in La maggiore, del quale è stato evidenziato mirabilmente il carattere tormentato della seducente melodia e l’effetto di magica dissolvenza e sospensione delle sonorità, è stata la volta di tre celeberrime arie tratte da altrettante opere teatrali del Maestro lucchese: Si, mi chiamano Mimi da la Bohème, Un bel dì vedremo da Madama Butterfly ed infine Tu che di gel sei cinta dalla Turandot, interpretate in modo vocalmente apprezzabile dalla giovanissima Dinara Alieva che si è imposta con marcata personalità nell’incarnare le tre sfortunate eroine pucciniane. Di Borodin sono state eseguite le popolarissime Danze polovetsiane dal Principe Igor, la cui notissima partitura si sviluppa in 5 rapidi e suggestivi quadri musicali che contrappongono di continuo la travolgente forza barbarica dei ritmi ad una insinuante, dolce e nostalgica sensualità. Dopo l’intervallo, la Sinfonia n. 4 in fa minore op 36, folgorante illuminazione inventiva di Ciaikovski .dalla spiccata origine autobiografica. Si tratta di un’organica costruzione nei quattro canonici movimenti percorsi da un unico filo conduttore rappresentato dal «fato» inteso quale forza nefasta che impedisce lo slancio verso la felicità. La direzione di Temirkanov, appassionata e scrupolosa, ha impresso una continua tensione sentimentale che dai «pianissimo» distillati con dolcezze cameristiche passa ai «fortissimo» resi con potenza michelangiolesca; la rotondità ed uniformità del suono, l’amalgama dei legni con gli archi, la fusione di corni con gli altri ottoni sono alcuni elementi che spiegano la magnificenza e la rara bellezza di un impasto sonoro esclusivo di questa grande orchestra che, quando è stata lanciata nella «steppa», ha conseguito ammirevoli effetti di colore. La sera successiva, nella storica sala de] Teatro dei Rozzi, è andata in scena con esito assai lusinghiero l’attesa novità assoluta YBorges cuenta que… di Luis Bacalov su libretto di Sessano, Munos e dello stesso Bacalov liberamente tratto da due racconti di Jorge Luis Borges. Commissionata dall’Accademia Musicale questa «opera-tango con danze e voce recitante» in un atto è scritta per tre cantanti (due baritoni ed un mezzosoprano), un attore di prosa (nei panni di Borges) ed un corpo di ballo; ha un andamento teatralmente vivo nelle parti ambientali e drammatiche e vi serpeggia di continuo la «tanghitudine», ossia quel profumo malinconico e notturno, ma anche picaresco della lunga tradizione argentina. Uno spettacolo costruito dal regista Giorgio Barberio Corsetti a scatole cinesi, come la scrittura di Borges, in cui i vari personaggi e ballerini si sdoppiano in immagini proiettate su uno schermo che fa da fondale ad uno spazio scenico splendente e pulito: immagini privi di consistenza corporea, sospese in un «altrove» senza tempo e senza spazio, a significare il senso universale della vicenda umana che si svolge in un «luogo» definito qual è il palcoscenico dove agiscono uomini e donne in carne ed ossa con il proprio fardello di sofferenze, speranze, delusioni, passioni, odi, amori. Un vero capolavoro nel suo genere con la musica «camaleontica» di Bacalov senso di una musica che prende il colore e l’ispirazione dai fatti narrati senza restarne prigioniera, essendo partorita da un’esigenza interiore ed animata dal soffio della genialità. Bellissime le coreografie di Anna Paola e Alex Cantarelli che spaziano dalla tradizione tanghera alla danza contemporanea. Ottima la Orchestra del- la Toscana diretta dallo stesso Degni di elogio gli i cantanti Roberto Abbondanza, Paolo Coni e Gabriella Sborgi, i primi ballerini Lucia Bazzucchi, Maria Rivas, Ivan Trool, Davide Sportelli e l’attore Carlos Branca. Il pubblico entusiasta ha accolto con numerose chiamate alla ribalta autore e interpreti.

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