corriere della sera danza

Siena contagiata dall’opera-tango di Luis Bacalov

di Enrico Girardi

La riflessione estetica e linguistica che ha accompagnato la produzione musicale degli ultimi decenni non è cosa da buttarsi alle spalle, come invece si tende a fare oggi con eccessiva disinvoltura. Ciò non toglie però che il teatro sia luogo che rifugge ricette, perché risponde a una sua verità. E che digerisce cose che difficilmente altrove troverebbero diritto di cittadinanza. In altre parole: uno spettacolo teatrale funziona o no, indipendentemente dalla saggezza del pensiero che lo genera. E quanto abbia funzionato Y Sorges menta que…, opera-balletto di Luis Bacalov, l’ha dimostrato l’eccellente accoglienza del pubblico al Teatro dei Rozzi per la 65a Settimana Musicale Senese. La si potrebbe dire un’opera-tango, perché ambientata in buona misura in una milonga e perché la danza argentina, naturalmente in una veste non commerciale, costituisce il 90 per cento della partitura di Bacalov, l’altro io per cento essendo in forma di dialogo in prosa. Il tango come musica, dunque, ma anche il tango come dimensione emotiva. Amore, passione, sesso, sangue, fato: questi gli ingredienti del libretto, liberamente ispirato a due racconti di Borges. La storia racconta un duplice omicidio perpetrato dalla protagonista per vendicare la morte del padre. In realtà si tratta di una metafora per dire — tema caro a Borges come pochi altri — che la letteratura influenza la vita assai più di quanto non sia vero il contrario. Personaggi cantanti dunque (e con una vocalità non estranea al canto popolare sudamericano^), ma con un doppio danzante. La narrati vita scorre su due binari, il linguaggio della parola e il linguaggio del corpo. La regia di Giorgio Barberio Corsetti è magistrale nel giocare sul doppio registro. E ben sincronizzata con le coreografie di Anna Paola Bacalov (la figlia) e Alex Cantarelli. Anche qui nessun ammiccamento commerciale. C’è una compagnia di danzatori professionisti che sa evocare tutto un mondo: gambe sottili ma forti, che sprigionano erotismo e sensualità a mille, mentre lasciano percepire che appartengono a un fato che, inesorabile, incombe. Spettacolo bellissimo. Bravi i musicisti dell’Orchestra della Toscana (bravi nonostante Bacalov, ottimo compositore ma impacciato direttore) e bravi gli interpreti: i cantanti Abbondanza, Sborgi, Coni e i ballerini tutti. Poi, tutti in piazza a ballare il tango, pubblico e professionisti insieme.

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